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Altro che open-space: ecco le nuove regole di design per l’ufficio!

18/8/2021

L’open-office è morto, viva il design modulare
L’open-office è morto, viva il design modulare

I progetti vanno bene, la squadra si allarga: è tempo di cambiare ufficio. Prima di saltare sulla prima occasione in centro città, quella che piacerà solo ai clienti, ci sono più aspetti da considerare. Il benessere di ognuno, il telelavoro e la nuova scienza della produttività dettano le nuove regole nella progettazione di uno spazio lavorativo. Ecco alcuni appunti.

La nuova normalità: l’ufficio dentro casa

Quest’ultimo periodo l’avrà messo sotto i riflettori, ma il fenomeno dello smart working è in crescita ormai da decenni: la casa è il nuovo ufficio. E non parliamo solo del telelavoro, adottato ormai dal 50% degli Italiani, ma anche degli autoimprenditori che hanno aperto proprio lo studio in casa! Per non confondere le cose, è essenziale ricavare un angolo di “puro lavoro”, quindi con le sue regole anche in fatto di organizzazione. Punto primo: eliminare le distrazioni. Troppo cosy, la casa invita all’ozio. Troppo ingombrata, però, favorisce la procrastinazione. Ergo: il design minimalista è quasi d’obbligo. Arredate quindi l’angolo lavoro con mobili essenziali, dalle linee pulite, e soprattutto liberate le pareti e la vista. Oppure istallate l'ufficio in giardino!

La casa è il nuovo ufficio
La casa è il nuovo ufficio

Lo stare bene prima del lavorare bene

Per quanto riguarda l’ufficio vero e proprio invece, la chiave è ormai lo star bene. Il design gioca un ruolo fondamentale in questa ottica, ma di fatto le soluzioni sono semplici: tanta luce naturale, tanto spazio per non sentirvi mancare d’aria. Avete a disposizione solo una superficie urbana ridotta? Puntate sullo spazio verticale: la sensazione di cielo aperto può compensare i metri quadri limitati. Per la luce, meglio il bianco sulle pareti. Ma attenti a non creare un’atmosfera troppo asettica: potete aggiungere mobili in legno, caldi e accoglienti, per avere un minimo di contrasto.

Tanta luce naturale, tanto spazio per non sentirvi mancare d’aria
Tanta luce naturale, tanto spazio per non sentirvi mancare d’aria

L’open-office è morto, viva il design modulare

Se l’open-office concept ha fatto tanto per la comunicazione tra squadre, purtroppo ha aumentato anche lo stress da “mancanza di riservatezza” (dicono le ricerche). Meglio, allora, una via di mezzo: nel vostro nuovo studio, progettate sin dall’inizio spazi dedicati a piccoli team. Non uno sgabuzzino convertito, ma una sala vera e propria dove ci si ritrova per discutere a porte chiuse, senza disturbare il resto dell’ufficio, o anche per un pranzo tra colleghi!

Progettate una sala dove ci si ritrova per discutere a porte chiuse
Progettate una sala dove ci si ritrova per discutere a porte chiuse senza disturbare il resto dell’ufficio.

L’ufficio non è tutto vetrina…

A meno che non siate uno studio di architettura, non tutto lo spazio lavorativo deve diventare uno showroom da mostrare ai clienti. Al contrario, lasciate gli interni come sono, già modellati dai collaboratori. In più, se la struttura è vecchia ma ha sempre fatto la sua parte così com’è, vuol dire che è valida. Meglio non rivoluzionare quel che funziona, inoltre i collaboratori si sentiranno un po’ più coinvolti se riusciranno a personalizzare lo spazio. D’altronde, l’ufficio giusto, tagliato a misura del team, e distribuito alla perfezione per il corretto equilibrio tra lavoro individuale e lavoro di squadra, resta una chimera. Tanto vale affidarsi alla creatività.

… ma una vetrina ci vuole comunque

Anche fosse solo l’ingresso o la scrivania della segretaria, lo “spazio pubblico” c’è sempre ed è la prima cosa che viene notata dai visitatori e dai clienti, quindi meglio pensarlo vivo, vero e funzionale. Pensate alla sala d’attesa di un aeroporto: è destinato a tutti e comunque ognuno ci si sente bene. Un perfetto mix di pubblico e privato, ampio e intimo, accogliente ma non soffocante. Lasciate sedie basse a vista: è un invito a accomodarsi ma non a pazientare. Questo spazio “di confine” dovrebbe permettere di gettare l’occhio sull’open-space vero e proprio: se si intravedono le persone lavorare, infatti, non sembra si essere nella sala d’attesa del dentista. 

Una vetrina ci vuole
Una vetrina ci vuole

Cambiare aria in ufficio

Che ne dite di una vera e propria camera da letto, o addirittura una sauna in ufficio? Non parliamo di una sala fitness usata solo in pausa pranzo, ma di spazi ricavati laddove si lavora, e utilizzabili a qualsiasi ora del giorno. Una presentazione da preparare con calma e un pizzico di “isolamento”? Ecco la stanza da letto. Un brainstorming con i creativi? Per i più fortunati che hanno un o spazio esterno, perché non in giardino, sotto la serra o il gazebo? Poi, per le riunioni più impegnative, c’è sempre la pausa pranzo, che allora si farà in cucina!

Per le riunioni più impegnative, c’è sempre la pausa pranzo
Per le riunioni più impegnative, c’è sempre la pausa pranzo che allora si farà in cucina!

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