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Borghi diffusi, gioielli di architettura

9/6/2021

I borghi d'Italia
I borghi d'Italia L’Italia è il paese dei ventimila borghi. Hanno tutti le carte in regola per poter ospitare turismo.

È un modo “diverso” di fare turismo. Più intimo e territoriale. Lontano dalle mete commerciali e cosiddette “di massa”, legato alle realtà locali, a cui si ispira e da cui prende linfa. E che, spesso e volentieri, fa tornare a vivere. L’albergo diffuso si sviluppa in più strutture (vere e proprie abitazioni o singole camere), in genere collocate a non oltre un centinaio di metri da quella che ospita l’area ricettiva, tutte custodite all’interno di un borgo.

Il primo a concepirne l’idea fu Giancarlo Dall’Ara, alla fine degli anni ’80. Dall’Ara, che tra l’altro è oggi presidente dell’Associazione Nazionale Piccoli Musei (APM) e dell’Associazione Nazionale Alberghi Diffusi, propose un modello lontano anni luce dal concept degli hotel-grattacielo pluristellati. Stava dando speranza a realtà spesso poco conosciute e dimenticate. L’idea era, inoltre, quella di uno scambio reciproco tra l’ospite e il luogo attraverso un’esperienza di svago unica nel suo genere.

La differenza fra un albergo classico e uno diffuso? La colazione, ad esempio, che si può consumare al bar del paese; oppure il pranzo, da condividere a casa di una famiglia del luogo; o, ancora assaporare la cena piacevolmente intrattenuti da iniziative artistiche della pro loco. E, durante il tempo libero, passeggiare tra le viuzze del borgo seguendone e rispettandone i ritmi.

L’Italia è il paese dei borghi. Ce ne sono oltre ventimila. Si tratta di tante piccole perle incastonate in ogni punto della penisola, tra mari e monti, laghi suggestivi e mura medievali. Hanno tutte le carte in regola per poter ospitare turismo, investendo nelle bellezze storiche, panorami mozzafiato e cultura che “naturalmente” possiedono. Sono destinazioni in cui la mano dell’uomo interviene discretamente, senza modificare quello che storia e natura hanno concesso con generosità. Vi si affianca, certo, ma nel pieno rispetto di quello che ha trovato.

Piccoli musei, botteghe artigiane e di prodotti enogastronomici: il borgo riporta il turista alla vita semplice, rispettosa dei naturali ritmi vitali, attenta al particolare e ai profumi di una volta e, soprattutto, in contatto con la gente del posto. Si possono valorizzare prodotti a chilometro zero e uno stile di vita a basso impatto, tanto che spesso e volentieri nelle stanze non c’è posto neppure per la TV.

Le rondini, Sextantio
Le rondini, Sextantio Ci sono strutture che vantano particolari soluzioni dove suppellettili e accessori assenti sono stati creati artigianalmente.

Attenzione, però, a non credere che si tratti di strutture non al passo con i tempi. Dormire in un borgo diffuso non significa soggiornare in una casa sull’albero e tra mille difficoltà di tipo logistico. Ci sono strutture che vantano particolari soluzioni dove suppellettili e accessori assenti sono stati creati artigianalmente con materiali ad hoc e di riciclo in grado di colloquiare per forma, colore e, a detta degli esperti, odore, con l’identità del luogo.

È il caso dell’abruzzese Sextantio dove, ad esempio, lo staff dell’imprenditore Daniele Kihlgren ha scelto sì di inserire elementi indispensabili alla vivibilità contemporanea (si pensi ai sanitari), ma caratterizzati da un design minimalista e formalmente semplice, evitando “tentazioni” contemporanee di certo fuori contesto. Tra i primi a sorgere è, invece, l’Albergo Diffuso Fogaria Monte Prat, tra chalet e baite “recuperate” in una location suggestiva tra le Dolomiti Carniche, paradiso di arditi biker.

Da nord a sud, c’è anche Il Borro, gioiello toscano medievale circondato da un orto botanico. Arriviamo poi a Locorotondo, nel cuore della Valle d’Itria, poco al di sopra dei 400 metri sul livello del mare. Qui, in pieno centro storico, tra viuzze dai muri bianco latte, ad accogliere l’ospite è Sotto le Cummerse, dal nome dato ai tipici tetti spioventi che caratterizzano questa cittadina in provincia di Bari. Le isole maggiori non sono rimaste a guardare. Il Resort Borgo San Rocco, albergo diffuso con paesaggio sulla costa siciliana di Taormina, è ubicato nella cornice delle chiese di S. Nicolò e di S. Maria in Cielo Assunta, luoghi che Francis Ford Coppola scelse per Il Padrino; sulla costa nord occidentale della Sardegna, nel cuore di Bosa, antico borgo dai colori pastello affacciato sul fiume Temo, si trova Corte Fiorita con alloggi ricavati da vecchie case padronali.

La stalla, Sextantio
La stalla, Sextantio Il tema della sostenibilità è molto più sentito e, a questo, si aggiunge un crescente bisogno di relazionarsi con ambienti naturali, sicuri e lontani dal caos

Nonostante sia un investimento per il turismo che ha alle spalle quasi mezzo secolo di storia, è oggi che l’albergo diffuso sembra essere al passo con i tempi. Le esigenze di chi si appresta a concedersi un viaggio lungo o semplicemente un weekend, infatti, sono cambiate. Il tema della sostenibilità è molto più sentito e, a questo, si aggiunge un crescente bisogno di relazionarsi con ambienti naturali, sicuri e lontani dal caos. Per ritrovare se stessi attraverso il contatto umano ed esperienze “vere”, come un pranzo dall’atmosfera familiare o una passeggiata tra vicoli antichi.

Un pranzo dall’atmosfera familiare
Un pranzo dall’atmosfera familiare Il pranzo è condiviso a casa di una famiglia del luogo; durante la cena si è piacevolmente intrattenuti dalle iniziative artistiche della pro loco.

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