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Complotti e fake news: quanto ci facciamo ingannare dalla rete?

29/9/2021

Nella moltitudine di notizie sul web ci sono purtroppo anche le fake news
Nella moltitudine di notizie sul web ci sono purtroppo anche le fake news

L’ondata del virus ha portato con sé uno tsunami di disinformazione che ancora oggi contribuisce ad aumentare sfiducia e preoccupazione fra i cittadini. Ma nel 2003 David J. Rothkopf, giornalista del Washington Post, già ci aveva visto lungo e ha coniato un nuovo neologismo destinato a diventare molto attuale ai giorni nostri: “infodemic”, sarebbe a dire infodemia, per descrivere il disagio psicologico che prova chi viene sommerso da una quantità troppo alta di informazioni ed è costretto a richiedere un aiuto per riuscire a distaccarsene in modo corretto

Ma attenzione! Nella moltitudine di notizie nella quale si trovano le buone informazioni, ci sono purtroppo anche le fake news che si nutrono dell’ingenuità della popolazione che tanto ama il web, posto in cui è facile imbattersi in ogni cosa. 

L’ondata del virus ha portato con sé uno tsunami di disinformazione
L’ondata del virus ha portato con sé uno tsunami di disinformazione

Dopo i primi casi di COVID-19, un'ampia gamma di fake news si è diffusa attraverso i media rendendo difficile identificare quali fossero le fonti affidabili con cui informarsi. Il problema è che a volte le fake news non sono facili da smascherare e si trasmettono per lungo tempo, facendo sorgere gravi conseguenze e la convinzione che esista una verità assoluta e indiscutibile, per di più falsata. 

In realtà la storia è piena di notizie false clamorose, quasi studiate ad hoc, ma il fatto è che oggi la loro diffusione attraverso i media ha una velocità sorprendente e prima che si riesca a rendersi conto che una notizia è falsa, questa ha avuto tutto il tempo di dare origine a vere e proprie polemiche globali, dibattiti e molto altro. Ma le notizie false non sono un fenomeno recente, sono sempre esistite a volte per fini politici altre solo per fare uno scherzo, spesso di cattivo gusto.

Ricordiamo quella più famosa di sempre. È il 1938, la sera prima di Halloween negli Stati Uniti, e Orson Welles sta conducendo sulla CBS la trasmissione radiofonica Mercury Theatre on the Air, che ogni settimana propone commenti su alcuni romanzi e quella sera toccò a War of the Worlds, romanzo di fantascienza. Welles, per il suo programma, simulò un notiziario così da far credere di star interrompendo il servizio per raccontare di un atterraggio di astronavi extraterrestri a Grovers Mill, nel New Jersey. Molti radioascoltatori credendo fosse tutto vero furono travolti dal panico, fin quando il giorno dopo la notizia non fu smentita.

Una fake più recente è quella riguardante il personaggio di Jonathan Galindo, con le fattezze di un Pippo antropomorfo della Disney, si presuppone il creatore del famoso “gioco della morte” che avrebbe spinto un bambino di 11 anni al suicidio. In base a quanto è emerso dal racconto mediatico, una o più persone presumibilmente identificabili come Jonathan Galindo, avrebbero inviato richieste d’amicizia ai profili Facebook di ragazzini tra i 12 e 15 anni, per poi contattarli in privato attivando una serie di meccanismi psicologici, simili a sfide, che sarebbero culminate con la morte dei “giocatori”. Con l’accertarsi delle indagini, Galindo si è rivelato solo uno dei tanti brevi e patetici racconti dell’orrore nati sul web.

In Australia una blogger di nome Belle Gibson diventa virale per essere guarita da un tumore al cervello grazie all’aiuto di una dieta vegetariana. La presunta fama le ha consentito di pubblicare non solo un libro ma anche di creare un'app che riuscisse a dare consigli e indicazioni su come vivere in perfetta salute grazie a diete, ricette e a un corretto stile di vita, promettendo che tutti i soldi guadagnati sarebbero andati in beneficenza. Ma così non è stato e pochi mesi dopo la 27enne, che era perfettamente sana, è stata condannata dalla corte di giustizia dello stato di Victoria con una multa di 410 mila dollari.

Qualcuno poi ha realmente creduto che il Wembley Stadium venisse trasformato in un enorme forno per cuocere una maxi-lasagna. Tutto è iniziato con un messaggio vocale inviato da Billy McLean, 29 anni e venditore di software, in una chat di una trentina di persone che è in breve tempo diventata una delle notizie più diffuse nel Regno Unito. Secondo il ragazzo, il piano sarebbe stato quello di utilizzare il sistema di riscaldamento utilizzato per il campo di Wembley e chiudere il tetto dello stadio, così da realizzare il più grande forno del mondo. Una notizia esplosa durante l’epidemia, ideata a pennello per sottolineare come in un’emergenza sanitaria si sentano cose paradossali, a cui a volte si crede, che rendono l’educazione al vero ancor più complessa.

Ci sono voluti circa quarant’anni per scoprire che l’ominide a cui era stato dato il nome di Eoanthropus dawsoni non è mai stato l’anello mancante dell’evoluzione dell’uomo ma semplicemente un falso assemblato combinando la mandibola di un orangutan con frammenti di cranio umano moderno. Una fake news che ha coinvolto tutta la comunità scientifica e dalla quale sono state ottenute diverse pubblicazioni a riguardo, ricerche completamente errate, dispute e diatribe che rafforzavano addirittura convinzioni stupide e razziste, con l’obiettivo di ottenere un certo prestigio personale e nazionale nell’ambito delle scoperte.

L’ingenuità a volte gioca brutti scherzi, soprattutto quando si tratta della corsa frenetica all’acquisto dell’ultimo modello di Iphone. Nel 2014 con un’immagine fasulla rilasciata su 4chan, costruita però sulla falsa riga di quelle utilizzate nel sito e nelle comunicazioni ufficiali della Apple, veniva annunciato che il sistema operativo iOS8 contenuto nell’iPhone 6 sarebbe stato in grado, grazie alla funzione wave, di ricaricarsi all’interno di un forno a microonde, se lo si lasciava per circa 70 secondi a 800w. Ovviamente la notizia si è sciolta subito!

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