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Facilitazione grafica: bye bye PowerPoint

18/10/2021

Visual thinking
Visual thinking Uno strumento pratico e creativo allo stesso tempo che ha lo scopo di animare corsi e riunioni

Ennesima conference-call, pioggia di slide e meeting in presenza sempre più rari – ma forse per questo interminabili – dai quali si esce confusi e pieni di foglietti volanti. Come fare a seguire tutto senza perdere il filo dei progetti? E come rendere meno noiose le lunghe ore di formazione? Ecco che a risolvere in parte la questione arriva la facilitazione grafica (per alcuni visual thinking), strumento pratico e creativo allo stesso tempo che ha lo scopo di animare corsi e riunioni, sintetizzarne gli obiettivi e le tematiche ed ottenere, al termine, un documento visivo che a colpo d’occhio restituisce gli aspetti essenziali. Ma c’è molto di più…

Il facilitatore grafico è una figura
Il facilitatore grafico è una figura il cui ruolo è quello di trasformare un’intera sessione in grafica

Il professionista degli appunti

Il facilitatore grafico è una figura che può essere interna o esterna all’azienda il cui ruolo è quello di trasformare un’intera sessione in grafica, parole chiave e pittogrammi - in pratica un esperto in pensiero visuale per gruppi. Primo mito da sfatare: non è un creativo, nel senso che non è un grafico (meglio se ha dimestichezza con Photoshop o InDesign, per certi versi, ma si tratta pur sempre di competenze aggiuntive) e, soprattutto, non è un illustratore. A rafforzare questo concetto, un facilitatore che ha fatto del disegno “brutto” (parole sue) un punto di forza e una sorta di elogio. Alessandro Bonaccorsi, dà infatti il benvenuto sul suo sito "Disegno Brutto" con queste parole: “Se pensi di non saper disegnare, sei frustrato dalla tua incapacità e credi che il mondo senza il disegno sia un posto arido e triste, sei capitato nel posto giusto!” Autore di Lavorare meglio disegnando male, La via del disegno brutto e 15 idee di Disegno Brutto per lo smartworking, tiene corsi per tutti coloro che vogliono introdurre il disegno nella loro vita con un focus importante su lavoro e comunicazione.

Pittogrammi & Co.

Ma quale dovrebbe essere lo scopo di rimettersi a disegnare omini come alle elementari? Le riunioni visuali accendono l’immaginazione, coinvolgono attivamente le persone, fanno pensare in grande e arrivano al generale (danno un quadro complessivo), fornendo un supporto alla memoria e alla produttività del gruppo. E come si fa se davvero non si sa disegnare? Nel libro Riunioni Visuali trovate ben illustrato (poteva essere diversamente?) un percorso che insegna a creare un proprio archivio di pittogrammi (si chiamano così i simboli ripetitivi che costituiscono una vera e propria gallery personale). Si parte stando in piedi davanti a un grande foglio ed esercitandosi con la creazione di linee discendenti, lanciate, o d’orizzonte per poi proseguire con riquadri, triangoli, frecce vuote, fino alla creazione di omini stella (il modo più intuitivo e semplice per realizzare una figura umana senza staccare il pennarello dal foglio) per poi proseguire con edifici, strumenti come computer, scrivanie, ecc. Provate, sarà divertente!

Brutto ma efficace è meglio che bello ma nonsense

Ma non basta disegnarli questi pittogrammi, bisogna dare e leggere il senso di ciò che si schizza. Ad esempio, i punti indicano il “guarda qui”, le linee creano connessione o separazione, gli angoli evocano cambiamento attivo, quadrato e rettangolo esprimono organizzazione formale mentre i cerchi si traducono come unità. Anche gli strumenti che si usano hanno un loro codice: i colori di base, ad esempio (come il nero o il blu) si usano per scrivere, mentre arancione e giallo evidenziano,  il rosso richiama a un’attenzione immediata. Quel che si ottiene, chiaramente, non è un artefatto ma un processo, per questo i flussi di energia e i movimenti sono di gran lunga più importanti dell’aspetto. E perciò il disegno “brutto” vale come quello bello.

Quello strano bisogno di completamento

Più che l'esperto di felicità in azienda, la visualizzazione grafica ha il potere di creare relazioni e coinvolgere le persone, proprio perché la grafica può essere partecipata. Basti pensare alle sessioni di brainstorming. Lo sanno bene i professionisti del visual thinking, i quali fanno leva sul fatto che la tendenza a “completare” schemi o grafici partendo da piccoli indizi è propria di ogni epoca e di ogni cultura. Le persone tendono ad essere più coinvolte in presenza di un suggerimento che non da qualcosa di ben definito e perfetto. Questa è una delle motivazioni per le quali, la facilitazione grafica si impone sul caro vecchio PowerPoint che ha un approccio, per dirla come gli esperti, “push” e non “pull”. Imposto dall’esterno (e quindi da chi l’ha preparato con ore di lavoro), il documento .ppt  crea resistenza, esprime rigidità e chi lo osserva difficilmente si sente coinvolto. Il grafico a pennarello, con le sue immagini semplici e gli spazi bianchi, invece, crea un forte engagement. Si presenta “aperto” alla personalizzazione, si pone “in ascolto” di chi ha di fronte. Per questo, la facilitazione grafica si farà sempre più strada in riunioni che hanno come oggetto sessioni di brainstorming, visioning, workshop o inserimento di nuove risorse. Ancora meglio se ci si fa aiutare da foglietti adesivi che comportano attività, movimento, modularità.

Se volete diventare facilitati grafici del vostro team, però, dovete fare i compiti: è qui che entra in scena il bellissimo volume Visual Thinking: Empowering People and Organisations through Visual Collaboration di Willemien Brand che in maniera coerentemente molto schematica vi spalancherà le porte dello scribing e dello sketchnoting, convincendovi dell’estrema utilità della collaborazione visiva. Di certo, vi verrà voglia di mettervi alla prova con un corso. Alla Visual Thinking Academy potete imparare a tradurre in linguaggio visuale, idee e progetti, idem se scegliete i corsi di: Learn2Scribe o quelli online ma molto efficaci del francese Romain Couturier, mentre The Center of Graphic Facilitation è il miglior blog dedicato allo scribing. Potete trovarvi  anche i contributi di Cognitive Media, studio di animazione inglese che porta la facilitazione grafica a livelli altissimi. Ah… per tutti serve un pennarello!

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