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Grattacieli 2022: i belli, gli audaci

1/12/2021

La Burj Khalifa potrebbe perdere il suo titolo di edificio più alto del mondo nel 2022
La Burj Khalifa potrebbe perdere il suo titolo di edificio più alto del mondo nel 2022

Più grandi, più larghi… più verdi anche. Numerosi edifici annunciati o completati per il 2022 vogliono andare oltre i limiti della costruzione in altezza, della tecnologia o della sostenibilità. Accogliendo pienamente le innovazioni green e gli obiettivi di sviluppo, ecco alcuni progetti architettonici che accumulano i superlativi.

Il più alto

Per primo, rendiamo a Cesare quel che è di Cesare. Dopo dieci anni di progettazione, costruzione, drammi e politica, la Jeddah Tower (Jeddah, Arabia Saudita) sarà completata nel 2022, e detrona la Burj Khalifa come l’edificio più alto del mondo. È anche la prima costruzione umana a superare il chilometro di quota, un record tecnologico ispirato sempre alla torre di Dubai. Sempre progettata dall’architetto Adrian Smith, riprende la formula con tre ali (per resistere al vento), la forma a punta (per dissipare la pressione atmosferica), ma innova nel suo carapace pulito, un miglioramento rispetto alla forma a scalette della Khalifa. Come sempre, l’ultimo piano abitabile sarà solo a quota 668 metri, poco più della grande sorella, e il resto è tutto vanity height, o altezza di pura vanità. L’aspetto più scioccante? Non è previsto che la torre faccia soldi. Nonostante l’uso misto residenziale, uffici e alberghiero, l’edificio in sé non porterà un soldo. È però una tendenza diffusa dell’architettura in altezza: il grattacielo centrale porta solo prestigio, ma i veri soldi si fanno con il “parco architettonico” commerciale e immobiliare costruito attorno, e soprattutto il turismo e la fama che una tale torre porta alla città ospite. Come a Dubai, appunto.

La Jeddah Tower ridefinirà la skyline della città
La Jeddah Tower ridefinirà la skyline della città – e anche la sua economia e il suo turismo

Il challenger

Con oltre 700 metri di sviluppo, il Merdeka 118 diventerà il secondo (o terzo, dipende della fine lavori) edificio più alto al mondo nel 2022. Si trova a Kuala Lumpur, la capitale malesiana già famosa per le torri gemelle Petronas, a loro volta record di altezza nel 2004. Merdeka, o Indipendenza in malese, si ricopre di un zigzag di inserti in vetro, che celebrano una figura umana vittoriosa, precisa l’architetto Fender Katsalidis. Oltre ad uffici e appartamenti, accoglierà la vista aperta al pubblico più alta del Sudest asiatico, a 476 metri. Il Coreano Samsung Costruzioni ha vinto l’appalto, e questo tradisce un trend geopolitico che fomenta da qualche decennio: i palazzi più alti del mondo non sono più in America. Si stima che il 74% di essi saranno ormai in Asia: pensate a Taipei 101, le Petronas, la Shanghai Tower, e innumerevoli nuovi progetti verticali in Cina. Una slitta di potere e di influenza verso l’Est, affermano gli esperti.

Merdeka 118, Kuala Lumpur
Merdeka 118, Kuala Lumpur Potrebbe essere il secondo o il terzo più alto del mondo a complezione

Il più alto… residenziale

Ma non è che gli USA, e in particolare New York, abbandonino la corsa all’altezza. Solo rinunciano alla vanità: la Central Park Tower sarà abitabile fino in cima. Domina la via dei Miliardari, proprio di fronte a Central Park. È sempre Adrian Smith al comando, quindi ne saprà qualcosa di costruzione verticale. La torre sproporzionata sarà però discreta: la sua facciata di vetro tinto la fa scomparire nel cielo, per non stonare troppo nello skyline di Manhattan. Sarà anche un modo per rendere più discreta la polemica “via dei miliardari” in tempi di crisi, questa strada lungo il parco dove gli appartamenti si vendono per centinaia di milioni? L’ultimo piano residenziale sarà il 136esimo, proprio sotto il tetto a quota 472 metri, e sporgerà oltre il quadrilatero della base, un altro esempio di costruzione a sbalzo nella città delle parcelle limitate.

Central Park Tower, New York
Central Park Tower, New York La Big Apple non abbandona la corsa all’altezza

Il più legnoso

Se New York ha l’acciaio, Milwaukee ha il legno. Annunciato di recente, il palazzo interamente di legno più alto al mondo, sarà l’Ascent building, interamente residenziale e culminante a 87 metri. Per il codice di costruzione locale, il pozzo degli ascensori deve essere di cemento, ma sarà proprio l’unica cosa non green. Il resto dell’edificio, fondamenta come tetti, è fatto di travi di legno incrociate, portando resistenza in tutte le direzioni per solo il quinto del peso del cemento. Ne parlavamo l’anno scorso: il trend della costruzione in legno non si estingue, sia per le qualità strutturali che per la sostenibilità. Anche in Europa, ricca di foreste rinnovabili, ritroviamo nuovi progetti di cellulosa. Il più esteso sarà di certo Marmormolen, che con i suoi 28.000 metri quadri, ridefinirà il popolato lungocanale Nordhavn di Copenhagen. Per l’architetto Henning Larsen, “l'architettura sfida la nostra solita nozione di strutture e materiali”, e l'edificio “incorporerà tonnellate di carbonio invece di emetterne”.

Il più verde

In effetti, la maggior parte delle emissioni di CO2 avviene durante la fase di costruzione di un palazzo, perché è il cemento che produce il gas inquinante, ma anche per il trasporto delle materie prime. Ci sono però soluzioni per compensare, come ha proposto Skidmore Owings & Merrill durante l’ultima conferenza COP26 sul clima. L’Urban Sequoia sarà fatto di legno e di hempcrete, un biomateriale costituito di fibre di canapa e di calce. Sarà anche prefabbricato, modulare, filtrante e produttore di biogas, grazie ad un ciclo del carbonio che nutre le alghe sul tetto. “Questa soluzione ci permette di andare oltre il carbon neutral per fornire edifici che assorbono carbonio. Dopo 60 anni, il prototipo assorbirebbe fino al 400 per cento in più di carbonio di quello che avrebbe potuto emettere durante la costruzione”, calcola lo studio di architetti.

Il più… capovolto?

Molto intrigante è poi l’Affirmation Tower. Il disegno a sbalzo sembra una pila di scatole, la più grossa in alto, poggiata su una base che si restringe sempre di più. Proposta da Adjaye Associates per lo sviluppo dell’area Hudson yards di New York, potrebbe essere il primo grattacielo costruito da un team interamente afroamericano. Oltre a giocare con il nostro innato senso di stabilità, il design sarà anche visualmente accattivante, anche se perfettamente a norma di resistenza. Vedremo sempre più di questi palazzi “invertiti” nelle grandi città, perché offrono in altezza grandi volumi su un piccolo spazio. Con l’aumento previsto dei prezzi immobiliari in centro-città, diversi progetti “si montano la testa”, come i recenti palazzi “slim cut” di Heatherwick Studios a Vancouver.

Il più smaltibile

Non sarà un grattacielo nel vero senso del termine, ma lo Stadium 974 nel Qatar merita comunque una menzione. Lo stadio multisport di 40.000 posti sarà finito in tempo per il Mondiale di calcio del prossimo anno… e potrebbe essere smantellato subito dopo! Infatti, è fabbricato solo con container riusati incastrati in una struttura di acciaio riciclato e il tutto si può smontare e rimontare a piacere. L’hub sportivo diventa così la più grossa struttura temporanea del mondo ed evita il disastro economico, architettonico e ambientale che accompagna ogni grande competizione. Cosa fare delle infrastrutture costose costruite soltanto per un evento? Atene, Tokyo, Rio de Janeiro hanno abbandonato i loro parchi olimpici o calcistici e buttato miliardi di investimenti. Stadium 974 potrebbe essere la soluzione; rispecchia la tendenza dell’architettura pop-up, o “temporanea”, ma in chiave sostenibile.

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