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La biofilia in otto tendenze

17/11/2021

Gardens by the Bay, Singapore
Gardens by the Bay, Singapore La città-stato asiatica concentra i progetti più innovativi in termine di biofilia

Oltre alla bioarchitettura, alle norme ambientali o alla semplice tendenza attuale di creare più giardini in città, c’è la biofilia. Il concetto biologico, di recente integrato nelle pratiche del design verde, vuole rimettere la natura al centro dell’habitat umano. Ecco otto trend per capire il fenomeno.

1. Amore per la vita

È letteralmente il significato di biofilia. Il termine è stato coniato da Erich Fromm, uno psicologo americano, per descrivere il forte desiderio umano di sentirsi circondato di verde, di far parte di un tutto. Ripreso dal biologo Edward Wilson, descrive anche la forte spinta che abbiamo verso tutte le altre forme della vita. Dal concetto scientifico al design, ci volle Stephen Kellert, un professore di ecologia sociale all’università di Yale, per porre le basi del Biophilic Design negli anni 2000 – la cui importanza è stata premiata di recente dal Living Institute. Ormai la biofilia fa parte integrante dello standard per l’architettura verde.

2. Il futuro dell’architettura verde

La biofilia si distingue dalla bioarchitettura perché si concentra più sul rapporto con gli interni – il design biofilico, per essere chiari. "La bioarchitettura ha sviluppato un interesse per la sostenibilità verso l’esterno… sviluppa prodotti e processi il più possibile vicini alle emissioni zero“, dice Giuseppe Barbiero, docente di biologia e di ecopsicologia all’università di Val d’Aosta. Se la bioedilizia prova a costruire con materie naturali, la biofilia vuole portare la natura vera e propria dentro l’habitat. Inoltre, come visto all’ultima Biennale di Venezia, la natura diventa anche un modello di sviluppo per la città. In “Mutual Aid”, nel padiglione italiano della mostra, lo scambio organico di materia, di risorse e di informazione tra diverse piante rispecchia quel che la città perfetta potrebbe essere: meno statica, più connessa. In molti vedono la biofilia come l’ultima evoluzione dell’architettura verde, al confine tra edilizia, biologia e psicologia. Un settore con un avvenire radioso, perché l’architettura, anche grazie alla pandemia, sta cambiando strada e vuole essere molto più focalizzata sull’umano.

Mutual Aid, Padiglione Italia, Biennale di Venezia
Mutual Aid, Padiglione Italia, Biennale di Venezia © PNAT

3. Natura connessa

L’attrazione verso la natura è “una predisposizione genetica che tutti noi possediamo, ma che dobbiamo stimolare ed educare”, dice ancora Barbiero. Oltre l’idea del pollice verde o del piacere di una passeggiata nei boschi, la biofilia “sviluppa la corteccia cerebrale, la capacità di attenzione diretta e il recupero dallo stress“. Quando dobbiamo immaginare un ambiente rilassante, il 90% di noi sceglie un’atmosfera naturale, in mezzo a un bosco (studio Mocha, 2013). Tramite numerosi studi di psicologia, si riconosce ormai l’impatto reale e concreto dell’immissione della natura nelle nostre vite. Una semplice pianta verde in ufficio favorisce già atteggiamenti positivi tra i lavoratori. Uno studio di Roger Ulrich ha mostrato la differenza tra i tassi di recupero dei pazienti ospedalizzati che avevano una vista sulla natura rispetto a quelli che non l’avevano. Questo ha stabilito il potere di avere una connessione con la natura, non importa quanto piccola. Così, nella sede del New York Times (USA), l’architetto Renzo Piano ha immaginato un “bosco interno” in un pozzo di luce, con betulle e muschio naturale, visibile da tutti gli uffici, per creare la fondamentale visual connection.

4. Il benessere tra le piante

Oltre alla sola “connessione visuale” alla natura che è la base della biofilia, l’integrazione di piante dentro la casa o l’ufficio ha tanti benefici salutari. Per primo, migliorano di tanto la qualità dell’aria: assorbono la CO2 che si accumula negli ambienti e provoca sonnolenza tra gli abitanti o i lavoratori, e rilasciano ossigeno ovviamente. In più, certe specie di piante grasse sono capaci di catturare anche gli agenti inquinanti portati nell’aria, come le particelle di vernice o di formaldeide – la vera piaga delle costruzioni moderne, e la probabile fonte di allergie, asma e altre afflizioni urbane. A proposito, per ridurre le emissioni di particelle volatili dannose, è meglio evitare le materie plastiche nel design, ed optare per mobili in essenze naturali, di legno, di canapa oppure di plastiche biologiche. Anche questo è un aspetto che rileva della biofilia. Biofiliache sono anche le piante che aiutano il sonno, da disporre nella stanza da letto per approfittare dei benefici della natura anche di notte!

5. Sodo investimento

Ma non è solo questione di benessere: diversi studi hanno dimostrato che la biofilia include l’aumento delle prestazioni accademiche tra i bambini della scuola, l’aumento della volontà di spesa dei consumatori e persino la riduzione dello stress e dell’ansia prima delle procedure mediche. Il dottore Craig Knight dell'Università di Exeter ha studiato gli effetti degli ambienti di lavoro “scialbi”, ovvero senz’anima per più di 10 anni. È finito il trend degli uffici “minimal” voluti dai manager della produttività. I risultati mostrano che i dipendenti sono il 15% più produttivi quando gli ambienti di lavoro "snelli" sono riempiti con poche piante d'appartamento. “L'importante era che tutti potessero vedere una pianta dalla loro scrivania. Se lavori in un ambiente dove c'è qualcosa che ti coinvolge psicologicamente sei più felice e lavori meglio", dice in conclusione Craig Knight.

Un eccellente caso di studio dal nome "Daylighting and productivity", che mostra la potenza della connessione visuale alla natura, è il call center certificato LEED Gold del Sacramento Municipal Utility District in California. Lisa Heschong ha scoperto che tutti i dipendenti avevano un ottimo accesso alla luce del giorno, ma poiché le postazioni di lavoro erano perpendicolari alla finestra, i dipendenti dovevano spostare le loro sedie per vedere gli alberi all'esterno. Quando le postazioni di lavoro sono state riposizionate con un angolo tale che i dipendenti potessero vedere gli alberi nella loro visione periferica, l'investimento di 1.000 dollari (in piante) ha portato a un guadagno del 6% nell'efficienza della gestione delle chiamate, con un ritorno di 2.990 dollari (cioè, il 299% di ROI)!

6. Giungla urbana

Ma si può fare di più del solito cactus sulla scrivania. Una tendenza moderna vuole proprio l'immersione dell’open-space nel verde, creando una vera urban jungle. Diverse startup come Hexagro si occupano proprio di rinverdire l’ambiente con tante piante, fiori, muri vegetali, balconiere e giardiniere. Non solo per gli ovvi benefici sulla qualità dell’aria o il mood, ma anche perché le piante stesse fungono da schermate e pareti, creando più intimità in ufficio e migliorando anche l’acustica.

Poi va sempre di moda il muro vegetale. Ideato in origine come una facciata esterna verde (come l'innovativo Museo del Quai Branly a Parigi), poi come un giardino sospeso (il Bosco Verticale di Stefano Boeri ne è l'esempio più famoso) ora la tendenza è di portare questa parete ricoperta di piante vive dentro l’architettura. Più specie si adattano benissimo alle condizioni di luce e di suolo interne.

La natura al cuore dell’habitat umano
La natura al cuore dell’habitat umano

7. Fuori e dentro

La natura deve rientrare nella città, e non solo nei luoghi canonici come parchi e giardini. Immagino una città che vista dall’alto sia indistinguibile dalla natura», ha affermato Stefano Mancuso, il famoso botanico. Si è associato all’architetto giapponese Kengo Kuma per il progetto Welcome, feeling at work, presentato alla Biennale di Venezia. Punta alla continuità tra ambienti interni e esterni, la leggerezza e la trasparenza ispirate all’architettura giapponese, e soprattutto all’immersione nel verde. Con serre luminose, giardini che si proseguono dentro la casa, tutte idee cristallizzate dalla startup Fabbrica dell’Aria, un sistema di distribuzione dell’aria e della luce che dà spazio agli alberi e alle piante dentro il palazzo.

Diventa sempre più importante la continuità tra ambienti interni e esterni
Diventa sempre più importante la continuità tra ambienti interni e esterni

8. Bolla verde

La biofilia riguarda sia la biologia delle piante che la psicologia del comfort umano. E a questo proposito, è imbattibile il senso di pienezza e di relax che conferisce la bolla. Materna e protettiva, la sfera ha ispirato più progetti in tema di biofilia, come l’immenso Jewel di Singapore, un terminal a forma di bolla che racchiude una vera foresta tropicale. Oppure, come abbiamo visto tra i grattacieli più innovativi di questi ultimi anni, c’è la nuova sede di Amazon, due immense palle di vetro, dalla struttura organica, che abbracciano una giungla di piante rare, di alberi immensi e altri boschetti, il tutto per creare non un giardino, bensì uno spazio lavorativo dove riunirsi, fare la pausa pranzo o solo lavorare in pace. Oltre al verde, le forme organiche fanno parte della biofilia, e la nuova tendenza dell’architettura è proprio di andare oltre il cubo di cemento che conosciamo tutti.

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