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La rivoluzione della 5G

13/4/2021

 5G, la nuova tecnologia a prova di futuro
5G, la nuova tecnologia a prova di futuro Un modem 5G nel tuo telefono non solo migliorerà la ricezione, ma anche la larghezza di banda e soprattutto la reattività della tua connessione. Ideale per giocare online!

Come per ogni ciclo di tecnologia, ci sono dubbi sulla necessità e sui rischi di cambiare tutto. La rete 4G, quella del telefonino, funziona insomma bene, perché dovremmo cambiare? Ma la 5G non è solo un numero in più: è un’evoluzione tecnica che, così come l’iPhone ha fatto per un’intera industria di servizi, svilupperà un futuro i cui confini non possiamo ancora immaginare.

La 5G sarà solo più veloce?

Non esattamente. Anzi, non adesso. Con 5G si intende solamente il protocollo, sviluppato nel corso degli anni, che offrirà a termine più banda passante, ovvero più dati trasmessi in meno tempo. Ma questa promessa si imbatte contro le realtà fisiche di questo mondo: per approfittare della rete 5G, tocca cambiare tutta l'infrastruttura cellulare. Iniziando dalle antenne da segnale, fino ai modem dei telefoni, e addirittura il software di essi. Una rivoluzione lenta insomma, la cui piena potenza non sarà diffusa prima del 2025, secondo gli studi degli operatori.

Mi devo comprare il telefonino 5G?

Quindi no, non vi serve l’ultimo iPhone o il flagship di Samsung per adesso… Anche siglati 5G, questi telefoni non possono correre più veloce della rete, lei ancora in 4G. Ma almeno il vostro gadget sarà a prova di futuro, e vedrete, come da promesso, miglioramenti di connettività ogni giorno. Perché oltre la velocità grezza, quel che cambia veramente è la latenza.

La responsività è la vera rivoluzione

Perché le onde 5G offrono più corsie per i dati, non c’è coda all’ingresso della rete. Ossia, i pacchetti di dati non devono aspettare il loro turno per essere trasmessi, e quindi anche con una velocità identica, la latenza si trova migliorata. Per rinfrescare una pagina web, l’effetto si nota poco. Ma per chi gioca online, qualche millisecondo in meno (il ping) fa la differenza tra vita e morte… per il personaggio sparatutto! A confronto della 4G, la 5G promette una risposta sotto i 10 millisecondi, quel che apre un mondo di promesse. Google può così lanciare Stadia, il suo servizio di videogiochi online: non serve più il PC con i turborazzi, basta anche una tablet per approfittare degli ultimi giochi alla moda, per il grosso del calcolo grafico lo fa il server del big G, e la latenza minima offre poi un’esperienza di gioco fluida.

 Un'esperienza di videogioco migliorata grazie alla connessione 5G
Un'esperienza di videogioco migliorata grazie alla connessione 5G Per i gamer seri e professionali, la reattività, o latenza, della connessione internet è essenziale e fa la differenza tra la vita e la morte… del protagonista!

Più connessi, più vicini

I vantaggi vanno ben oltre l'industria videoludica. Come ha dimostrato il 2020, a volte ci tocca essere lontani ma connessi. E la 5G aiuterà. Partiamo dalla videochiamata alla nonna, con più pixels, meno buffering, e quindi più umanità. Vale anche per il teleconsulto con il medico, che potrebbe diventare la norma. Poi la scuola virtuale, magari con l’aiuto dell’intelligenza artificiale come l’ha ideato Nvidia, che dal flusso video prende solo i riferimenti del viso per ricostruire un’immagine più che perfetta, in 3D, per un’esperienza immersiva e un senso di reale idoneo all’apprendimento interattivo.

Vediamo anche l'immobiliare, dove potrete pilotare un robot a distanza per esplorare il vostro futuro investimento (già esiste!). E infine la salute, in cui una chirurga di Bari può operare in diretta (con feedback tattile!) un paziente a Milano, tramite un robot obbediente al millisecondo. Ma questo è solo l’inizio.

La chiave di una rivoluzione più ampia

Così come la batteria a litio ha permesso gli smartphone, la 5G rivoluzionerà tutti gli oggetti. Ogni singolo aggeggio potrà ormai essere connesso, e le capacità del terminal che richiedono hardware pesante, ingombrante e affamato di elettricità, ormai si spostano in rete. Non si tratta solo dell’Internet of Things, in cui ogni gadget della casa si mette a parlare. No, pensiamo piuttosto ai robot, promessi da un secolo di fantascienza: è avvenuta l’ora. Per questi ultimi, l’hardware non è un problema: già i droni volano e le macchine elettriche corrono. Ma è il software, l’intelligenza artificiale, che ancora traina. Per trattare così tanti segnali quanto un carro autonomo richiede (radar, Lidar, decine di camere) il computer integrato non ce la fa. Meglio mandare il segnale al server molto più robusto, a distanza. E in mezzo, c’è la 5G: sia per la banda che per l’indispensabile reattività, è la tecnologia che tutti i costruttori aspettavano.

È la 5G a sbloccare il futuro dei veicoli autonomi
È la 5G a sbloccare il futuro dei veicoli autonomi Meno latenza, più larghezza di banda e più dati elaborati per consentire una guida autonoma sicura. Questo è il futuro dell'auto intelligente.

Quindi cosa aspettiamo?

Se le norme 5G sono ormai standardizzate e adottate al livello mondiale, mancano ancora le antenne. In Italia, solo qualche città-pilota ne è dotata. Ma una cosa tira l’altra: la domanda del pubblico attiverà lo sviluppo della rete, e viceversa. Oltre alle antenne, ci sono progetti da fantascienza già in atto: è la 5G che permette l’internet da satellite di SpaceX. Grazie ad una costellazione di migliaia di ripetitori nello spazio, Internet potrà raggiungere a termine ogni singolo punto della terra, senza dover piantare antenne e server. Poi la Cina si porta avanti: ha già lanciato un satellite compatibile 6G, che offrirà una rete idonea… all’esplorazione dello spazio! Altro che il solito spazzolino connesso

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