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La vertical farm: rivoluzione socio economica e opportunità di business

29/11/2021

Grazie alla tecnologia dell'aeroponica, acquaponica ed idroponica, le colture crescono in altezza
Grazie alla tecnologia dell'aeroponica, acquaponica ed idroponica, le colture crescono in altezza

Gli orti verticali sembrano un’invenzione che ci arriva dal futuro ma a breve potrebbe diventare realtà in molti dei nostri contesti urbani. Questo nuovo modo di concepire la produzione agricola implica non solo dei vantaggi per lo sviluppo o la riconversione del tessuto urbano ma anche una reale opportunità per fare impresa.

Le vertical farm sono anche una reale opportunità per fare impresa
Le vertical farm sono anche una reale opportunità per fare impresa

Cos’è una vertical farm?

La caratteristica peculiare e rivoluzionaria è la verticalità che si contrappone alla consueta pratica dell'agricoltura estensiva. Grazie alla tecnologia dell’aeroponica, acquaponica ed idroponica, le colture crescono in altezza, disposte su strutture, potremmo dire a scaffali, con distanza dai 30 ai 35 cm fra i ripiani. 

Questo modo di coltivazione ha diversi pregi fra cui:

  • risparmio di acqua, quantificabile fino al 95% rispetto alle colture tradizionali;

  • nessun utilizzo di pesticidi, erbicidi, concimi chimici, ecc.;

  • maggiore produttività (fino al 30% rispetto al metodo tradizionale).

L’unica limitazione riguarda, al momento, la tipologia di prodotti coltivabili: colture che non si sviluppano in altezza e con un ciclo breve di raccolta. L’utilizzo di luci led che favoriscano la crescita è infatti imprescindibile per una vertical farm, sebbene si tenda sempre più a realizzare strutture ed edifici che facciano filtrare la luce naturale. Per coprire pertanto i costi dell'energia impiegata per alimentare le lampade a led e rendere quindi questo tipo di imprese sostenibili e proficue, occorre che le colture siano pronte in tempi brevi e subito immesse sul mercato. Se ora questi tipi di start up sono ancora pochi, a breve potrebbero diventare imprescindibili per le nostre realtà urbane.

Per coprire i costi dell'energia impiegata per alimentare le lampade occorre che le colture sia pronte in tempi brevi
Per coprire i costi dell'energia impiegata per alimentare le lampade occorre che le colture sia pronte in tempi brevi

Perché il fenomeno del vertical farming diventerà indispensabile 

A livello globale, l’Onu stima che la popolazione nel 2050 toccherà quota 9 miliardi. Il professor Dickson Despommier, docente presso la Columbia University, ideatore della tecnologia vertical farming, afferma che per far fronte al fabbisogno alimentare occorrerà spostare l’agricoltura dalla campagna alle città, utilizzando lo sviluppo in altezza.  Inglobare una realtà produttiva agricola nelle aree urbane potrebbe avere molti risvolti positivi. L’obiettivo ultimo è quello di far diventare le città indipendenti e autosufficienti dal punto di vista dei rifornimenti alimentari. Il prodotto inoltre è completamente a Km0 e si andrebbero gradualmente diminuendo le emissioni nocive dovute ai trasporti per le derrate agricole dalle campagne verso le città. Un’ulteriore ricaduta positiva si registra, inoltre, anche a livello sociale, dando nuova linfa e vivacità ai centri cittadini ormai adibiti ad accogliere unicamente servizi e attività economiche del settore terziario. Si crea, in questo modo, nuova occupazione e nuovi posti di lavoro che contribuiscono a sviluppare la comunità locale anche in aree urbane. Questi benefici apportati dalla tecnologia vertical farming, non sono meri auspici o pronostici effettuati dagli esperti. Possiamo già valutare i riscontri positivi di questo metodo di agricoltura sostenibile grazie all’esempio tangibile della Città-Stato di Singapore.

Singapore: dal 2012 ad oggi

Singapore già nel 2012 creò l'ambizioso progetto Sky Greens Farms. All’epoca sembrava utopia creare degli orti sviluppati in altezza nel mezzo di una megalopoli così densamente abitata ma possiamo affermare a distanza di quasi un decennio che l'esperimento è decisamente riuscito. Nel 2009, l’imprenditore Jack Ng iniziò a produrre un prototipo di struttura vertical farm nel cortile della sua fabbrica di alluminio. In seguito fu l’Autorità per l’agricoltura di Singapore a coinvolgerlo nel progetto Sky Greens Farms, il primo sistema di agricoltura verticale a bassa impatto di carbonio al mondo. L’innovativa struttura si compone di sistemi verticali “A-Go-Gro” di 9 m di altezza (3 piani), alloggiati in serre protette all'aperto, che ruotano con meccanismo idraulico. La produzione è costante 12 mesi all’anno e non si riscontrano le classiche problematiche legate alle varianti atmosferiche (come ad esempio alluvioni o venti forti). Attualmente lo Sky Greens soddisfa il 7% del fabbisogno alimentare di ortaggi di Singapore ma la domanda supera di gran lunga l’offerta. Qui si producono soprattutto verdure in foglia come insalate, spinaci, una specie di bieta e lo Xiao Bai Cai, il cavolo cinese. Dal 2012 sono trascorsi quasi due lustri e lo scorso agosto è stata fondata Unfold, una società partecipata dalla locale Temasek e dalla tedesca Bayer. Con un investimento di 30 milioni di dollari del primo step di finanziamento, Unfold punta a soddisfare almeno il 30% degli approvvigionamenti orticoli tramite l'agricoltura verticale entro il prossimo decennio. In particolare Unfold, studierà la genetica del seme (germoplasma) da colture orticole, per sviluppare dei semi adatti all’agricoltura indoor. Anche in Italia qualcosa si muove: scopriamo il progetto Planet Farms, il più grande e avanzato stabilimento di vertical farming d’Europa.

Planet Farms: il futuro alle porte di Milano

Planet Farms è una start up brianzola, fondata da Luca Travaglini e Daniele Benatoff, che pone l'Italia ai vertici d'Europa per le strutture di vertical farming. Ecco qualche numero: l’edificio di Cavenago (distanza di 30 km da Milano, 20 minuti in auto) copre 9 mila metri quadrati e produce 40 mila sacchetti di verdura fresca ogni giorno. Fra la raccolta e l’imbustamento passano solo 60 secondi! La tecnologia è decisamente di ultima generazione permettendo un azzeramento totale dell'utilizzo dei pesticidi, tant'è che l’insalata in busta Planet Farms non va neppure lavata!

Alla Regione Lombardia è allo studio un disegno di legge regionale, che probabilmente farà da apripista alla normativa nazionale, per agevolare le start up dell'agricoltura verticale. Inoltre grazie alle strutture di coltivazione indoor probabilmente si potranno recuperare gli edifici dismessi che deturpano le nostre città, adibendoli alla produzione agricola verticale. A pochi mesi dall'inaugurazione, Planet Farms rifornisce già, con le proprie freschissime e sane insalate, diversi punti vendita di grandi insegne della GDO e i suoi prodotti vanno a ruba fra gli chef stellati.

La start up milanese, infatti, sta riscontrando molto successo fra i celebri nomi della ristorazione meneghina e non, come il ristorante Da Vittorio guidato dai fratelli Cerea (3 stelle Michelin). Lo stesso interesse da parte della ristorazione per questi prodotti sostenibili a Km0 si è verificato Oltreoceano.

Nella Grande Mela, la vertical farm è una scelta very chic!

Ancora una volta parleremo di un’impresa giovane, guidata e formata da giovani ma in questo caso ci troviamo nella metropoli statunitense, New York. A dispetto dell’appellativo di “Grande Mela", nessuno penserebbe alla città americana come ad un centro di produzione agricola. Però a New York, tutto si costruisce in altezza. Farm.One è una start up newyorkese che ha all'attivo delle collaborazioni con 40 ristoranti no waste di Manhattan, quasi tutti stellati Michelin. Per gli chef è importante avere un prodotto freschissimo, appena colto, che viene consegnato grazie ad un gruppo di corrieri bikers in brevissimo tempo. Farm.One ha sede a Tribeca e fornisce oltre 500 varietà vegetali fra fiori eduli, aromatiche ed insalatine, tutte frutto di coltivazione idroponica.

Il vertical farming è un modo nuovo e sostenibile per rilanciare il settore primario in un’ottica hi-tech che ha già risvegliato l'interesse di importanti finanziatori e persino del legislatore, che in questo caso potrebbe essere al passo con i tempi!

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