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Passeggiate virtuali in musei reali

15/4/2021

I grandi luoghi della cultura si visitano ormai online
I grandi luoghi della cultura si visitano ormai online © Igor Miske

Il lockdown non l’avrà certo inventato, ma negli ultimi mesi, il museo virtuale ha conosciuto un rinnovato interesse. Dobbiamo ammetterlo, sotto la pandemia, le grandi istituzioni museali, generalmente poco incline alla tecnologia, hanno fatto di tutto per diffondere l’arte e la cultura attraverso la rete. Stanchi di Netflix? Allora, per una volta, scegliete una serata in poltrona a “sfogliare” i pregiati cataloghi dell’arte mondiale.

Grazie Google Art

Paradossalmente, è proprio il Big G ad aver spinto la rivoluzione del museo virtuale. Ed ancora oggi, il progetto Art&Culture racchiude lo scrigno più ampio al mondo di opere d’arte e vedute a 360°. Iniziato nel 2011, il progetto combina la passeggiata 360° di Street View allo zoom infinito di Google Earth, per offrire non solo una visita immersiva nelle gallerie dei musei, ma anche una scansione approfondita di ogni pennellata di un quadro, alla ricerca, ad esempio, del segreto di uno sfumato leonardesco. Ormai, la collaborazione con decine di gallerie mondiali ha arricchito un catalogo da esplorare come Alice nella tana del coniglio, passando da un museo all’altro, e seguendo un fil rouge di opere collegate tra esse (vedete la retrospettiva virtuale su Frida Kahlo per esempio). Ma, al di là allo sforzo di Google, i musei stessi hanno sviluppato la loro visita in pixels.

Ritratto di Frida Kahlo sul muro del museo dedicato all'artista messicana
Ritratto di Frida Kahlo sul muro del museo dedicato all'artista messicana Affresco murale con il ritratto di Frida Kahlo davanti al museo dedicato all'artista messicana, attualmente oggetto di una retrospettiva virtuale nell'ambito del progetto Google Art&Culture

Vicino a casa

Sì vicini, sì inaccessibili: i luoghi di cultura italiani sono ormai sotto chiave. Ma ecco il Duomo di Milano che spunta in visita 3D, anche in VR per chi ha il visore. Così come il Museo Egizio di Torino e gli Uffizi di Firenze. La Pinacoteca di Brera espone più di 600 opere nel dettaglio di Lotto, Tiziano e Caravaggio! Raffaello, festeggiato quest’anno ai 500 anni dalla morte, si ammira in una raccolta virtuale, nata dalla collaborazione tra il Louvre, Villa Borghese, l’Hermitage e il Prado. Ormai accessibili anche le collezioni del Vaticano: sì, c’è la Cappella Sistina, libera dai turisti! Per gusti più moderni, il MAXXI si svela in pixels sulla sua pagina Google Art, e anche il Museo del Novecento tra Klee, Kandinskij e i futuristi, è là pronto per essere esplorato.

Natale sul Grand Tour

Tra i giovani aristocratici inglesi dell’800, era d’obbligo completare il giro, o il “Tour”  dei grandi musei europei, per farsi una cultura. Oggi, anche noi possiamo fare i “Tourists”, grazie alle collane virtuali del Vecchio Mondo. 

Il British Museum, madre di ogni museo, ha da sempre offerto un giro del mondo in 80 minuti grazie agli capolavori “presi in prestito” da tutte le culture, oggi liberamente accessibili sul web. Dai disegni di Raffaello ai sarcofagi egiziani, ogni civiltà è rappresentata in scansioni di qualità e vedute a 360°. Scendendo a Parigi, non poteva mancare il Louvre, che ospita un percorso “street view” ove l’architettura (la Petite Galerie) vale una capatina almeno quanto le opere (La Gioconda, compresa, ovviamente). Sulla strada del Prado di Madrid (ciao Velazquez!), fermiamoci a Bilbao: il Guggenheim è su Google Art! Ma anche l’Acropoli di Atene e il suo museo offrono una passeggiata mozzafiato. Più a nord, Amsterdam rivela i tesori fiamminghi nel Rijksmuseum e del Maestro Van Gogh almeno quanto San Pietroburgo apre le porte del decoratissimo Hermitage.

La corte interna del Museo del Louvre a Parigi
La corte interna del Museo del Louvre a Parigi Il Louvre di Parigi, generalmente affollato da turisti, si visita ormai da casa grazie alla passeggiate virtuale immaginata da Google Maps.

Attraverso gli oceani

Pionieri della cultura drive-in, gli Stati Uniti non si fanno certo aspettare nella digitalizzazione dell’arte, e non solo. Oltre alle grandi raccolte come quelle del MET e del Guggenheim, c’è anche la National Gallery di Washington, la cui mostra temporanea del periodo offre all’occhio tutte le sfumature impressioniste di Degas. Ma non solo arte: anche i musei della scienza sono reperibili online. Come lo Smithsonian e la vera navetta Endeavour, in tutta la sua gloria nel tour virtuale per i più piccoli.

Google si è anche spinta ad accogliere e diffondere culture più remote dall’arte classica occidentale. Ad esempio, il museo dell’arte contemporanea di Seoul offre un’esperienza unica tra le sculture eteree di Cho Yong-Won o i canovacci astratti di Kim Sunhyung.

E sotto il mare!

Ma questo viaggio da poltrona tra le gallerie del mondo si potrebbe anche estendere a tutti i luoghi di cultura irraggiungibili. Per chi rimpiange il Colosseo, ecco l’anfiteatro de El Jem in Tunisia, con viste panoramiche da tutti gli angoli. Sfilano anche le perle del patrimonio Unesco: la porta di Brandeburgo, il Machu Picchu, l’Opera di Sydney, i tempi di Angkor in VR, ma anche l’immancabile Petra in Giordania.

E per finire, ecco l’ultimo progetto di Google: un giro a 360° tra i coralli di Tortugas, alla scoperta di un altro patrimonio minacciato: le scogliere subacquee tropicali!

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