#architecture&design

Prefabbricati: brutta parola grandi prospettive

6/10/2021

I prefabbricati del futuro
I prefabbricati del futuro Ecologici, economici e sostenibili, sono i precursori di un modo di costruzione innovativo

Veloce, economico, o di qualità. “Ne puoi avere solo due” scherzano gli architetti. Costruzione in tempi record e prezzi bassi sarebbero infatti la raison d’être dei prefabbricati, queste case e uffici che escono dal suolo ad ogni rimbalzo demografico. Il prezzo da pagare? Sono brutti e non durano a lungo — anche se giacciono in loco molto più del previsto. Però per chi ha bisogno di un’altra stanza subito, di tanti letti per gli operai ma anche di una scuola ex novo, basta semplicemente assemblare quattro mura — letteralmente.

I prefab, un’architettura usa e getta?

I prefabbricati — o prefab per dirla in modo più glam — segnano la storia urbana (e l’estetica delle periferie) sin dagli anni 50. Cosa sono? Semplicemente pannelli standardizzati, prodotti a catena in fabbrica, poi assemblati in loco con fondamenta leggere e pochi attrezzi. Fatti di plastica, di agglomerato o di metallo, il loro atout è ovviamente il risparmio di tempo (pochi giorni di lavorazione bastano), di soldi (costano tra un terzo e la metà di una costruzione standard) e di risorse qualificate per chi ha bisogno di uno spazio un po’ più ampio di un container.

Ma come per tutti i trend recenti nell’architettura, le cose cambiano. E la terza gamba del trittico, la qualità, si sta facendo strada. In Europa, di recente è cresciuto molto il mercato delle case prefabbricate. In Italia ad esempio, 3.400 case prefab sono spuntate nel solo 2017. Cioè, una casa su 14 nel 2019, un mercato di quasi 700 milioni di euro. A livello mondiale, si prevede una crescita annuale del 6-10%, per 38 miliardi nel 2027. Ad alimentare la tendenza, hanno contribuito l’avanzamento tecnologico e l’innovazione dei materiali, inoltre, i progressi tecnici in ambito di stampa 3D, robotica di costruzione e produzione assistita da remoto dovrebbe fornire un’ulteriore opportunità di crescita per il mercato degli alloggi prefabbricati in futuro.

I Prefabbricati in legno
I Prefabbricati in legno Resistente, durevole e riciclabile, il legno è anche abbastanza leggero da essere assemblato in fabbrica

La casa di legno non si soffia via

È il legno a fare il grande ritorno nella costruzione prefab. Come nei grandi grattacieli, le qualità di resistenza, facilità di uso e soprattutto la sostenibilità della catena hanno ispirato diversi architetti. Gli italiani di Area Legno ad esempio, offrono una sorta di casa Ikea, un kit di montaggio preassemblato in fabbrica, tutto di legno certificato. E con 5 giorni di cantiere, lo “chalet” è pronto, proprio come la Dubldom dell’architetto russo Ivan Ovchinnikov. Tutto in pino e materiale isolante, esiste anche in versione galleggiante e autonoma.

Il vantaggio ambientale del prefabbricato rispetto alla costruzione in mattoni è sempre stato il ridotto scarto. Con il legno, tutto si può riutilizzare: la cabina Anna del designer olandese Caspar Schols utilizza travi e pannelli di legno, ma anche la segatura prodotta in fabbrica serve a colmare i muri per un isolamento perfetto, e sempre economico. In tensione come in compressione, il materiale naturale può così servire dalle fondamenta al tetto, riducendo il misto di materiali difficile da riciclare. E infine, si piega a tutte le forme, per accogliere pannelli solari, come nel progetto svedese di Street Monkey Architects, oppure per costruire baite a più piani anche nelle montagne più remote (ci pensano gli Italiani di Leap Factory).

Strutture di prefabbricato assemblate
Strutture di prefabbricato assemblate La costruzione in fabbrica riduce i tempi di assemblaggio e risparmia le risorse sul cantiere

Con il cemento si va alto

Così versatile, il legno comunque non si sostituisce del tutto al buon vecchio calcestruzzo: gli elementi prefab esistono anche di cemento e in strutture di grandi dimensioni. Basta vedere il palazzo brutalista di Vale De Cambra ad uso misto, il cui appalto richiedeva una costruzione “veloce, economica e modulare”, ma dietro una parcella minuscola e un terreno in pendio. Lo studio SUMMARY ha rilevato la sfida, con cemento prefab, un design su due livelli e un piano terra commerciale — il tutto montato in poche settimane, senza disturbare il traffico di strada. Anche il celeberrimo Stefano Boeri ha ideato un sistema di prefabbricati: per declinare il suo concetto di Bosco Verticale in più città, punta sull’economia di scala permessa dal prefab per produrre case popolari verdi, accessibili e pronte all’uso.

E con i LEGO® di cemento si può costruire alto: a Singapore, due torri di 56 piani saranno montate impilando 3.000 moduli, già forniti di piano cottura in marmo e altri portasciugamani cromati (!). La tecnica soddisfa tutti i budget, dall’albergo prefab più alto del mondo, il lussuoso Marriot di New York, alle case popolari di Toronto. Anche il multimiliardario Elon Musk vive in un prefabbricato in Texas! Costruire “a pezzi” costa poco e sul cantiere ci sono il 50% di operai in meno, una benedizione per un settore in crisi durante la pandemia.

Temporaneo ad eternam

Tanti moduli, quindi. Ma modulari? La flessibilità d’uso e la riusabilità nel tempo sono proprio quel che mancava ai prefab – sono pur sempre prodotti standardizzati di massa. Ma le idee nuove abbondano. Orange Architects produce case vacanza premontate ma monovolume. Partizioni di legno si tirano o si svolgono per creare spazi interni, che variano in base al momento della giornata o alle necessità degli ospiti. In Ecuador, i prefab servono ad ampliare la struttura esistente di questa casa tra gli alberi, riposando su una struttura di metallo removibile. Tanti cassetti, armadi, moduli da cucina sono integrati alla struttura, ma riposizionabili. Una soluzione migliore di un’estensione di pietra, perché è stata ideata e completata in soli tre mesi. Così non si butta niente a fine vita.

Prefabbricato in acciaio
Prefabbricato in acciaio Più durevole dei container, l'acciaio è naturalmente resistente ai terremoti

C’è anche un ulteriore step: il prefab che non hai bisogno di assemblare, né di smontare. Stiamo al confine con le Tiny House mobili, ma i seguenti progetti si iscrivano nella durabilità. Senza chiodi né viti, la casa Boxabl di 30 mq si dispiega in un attimo, direttamente dal container, con cucina e bagno già integrati. La casa-tepee MADI, made in Italy, si apre come una farfalla e subito offre un comfort e un isolamento da baita.

Potrebbero Interessarti: